Madrid: 150 anni di storia attraverso fotografie analogiche
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La fotografia della città di Madrid è una testimonianza viva della sua evoluzione sociale, culturale e urbana. Nel corso di oltre un secolo, le immagini realizzate da fotografi professionisti e amatoriali hanno documentato la trasformazione delle sue strade, dei suoi monumenti e dei suoi abitanti, lasciando una preziosa testimonianza delle sue luci e delle sue ombre. In questo ampio viaggio, dall'arrivo della fotografia in Spagna negli anni Quaranta dell'Ottocento fino al 1990, esploreremo come Madrid sia stata raccontata attraverso l'obiettivo in ogni epoca, come si siano evoluti gli stili fotografici e quale sia il valore di queste immagini per comprendere meglio la storia della fotografia spagnola.
INDICE
Le origini della fotografia a Madrid (1840–1860)
Gli inizi della fotografia: dagherrotipi e calotipi
L'arrivo della nuova tecnica: nel 1839, Louis Daguerre presenta a Parigi il suo rivoluzionario procedimento fotografico e, poco dopo, la notizia raggiunge anche Madrid. A partire dalla metà degli anni Quaranta dell'Ottocento, i salotti intellettuali e le accademie di disegno iniziano a ospitare le prime dimostrazioni e spiegazioni tecniche dedicate a questa innovativa forma di espressione.
I primi studi fotografici: il ritrattista francese Claude Félix Abel Niépce de Saint-Victor (pronipote di Nicéphore Niépce) apre un piccolo atelier in calle de la Montera, nei pressi della Puerta del Sol. I suoi dagherrotipi, apprezzati per l'eccezionale nitidezza, sono dedicati soprattutto ai ritratti dell'élite madrilena.

Ritratto di un uomo vestito in stile majo (Madrid, 1843). I primi scorci della città: sebbene le fotocamere fossero utilizzate principalmente negli studi fotografici, iniziarono presto a comparire le prime vedute dei monumenti di Madrid, come Plaza Mayor e la Cattedrale dell'Almudena, realizzate da finestre affacciate sull'esterno.

Uno dei primi dagherrotipi con vedute di Madrid (1840–1850).
Impatto sociale
Accessibilità: l'elevato costo del dagherrotipo rende inizialmente la fotografia un privilegio riservato alle classi più agiate. Tuttavia, il suo crescente successo favorisce l'apertura di numerosi atelier nelle vie centrali della città, come Preciados, Arenal e Vallehermoso.
Le pioniere madrilene: Adelaida Foix si distingue come una delle prime donne fotografe di Madrid. Lavora nel piccolo studio di famiglia in calle Ancha de San Bernardo, specializzandosi nella realizzazione di ritratti e album fotografici dedicati a famiglie e amici.
Il consolidamento della professione (1860–1890)
La transizione al collodio umido
Una tecnica più rapida: il procedimento al collodio umido, introdotto in Spagna alla fine degli anni Cinquanta dell'Ottocento, consente tempi di esposizione più brevi e l'impiego di lastre di formato maggiore. Grazie a questa innovazione diventano possibili immagini estremamente dettagliate dell'architettura madrilena, come il Teatro Real, la Puerta de Alcalá e la Casa de Correos in Puerta del Sol.

Puerta del Sol (Madrid, 1857). Charles Clifford Album di vedute: studi fotografici come quello di José Martínez Sánchez pubblicano raccolte intitolate Vedute di Madrid, che riuniscono stampe fotomeccaniche realizzate a partire da negativi al collodio. Questi album vengono distribuiti nelle librerie della Carrera de San Jerónimo e di calle Alcalá, contribuendo a diffondere l'immagine della capitale spagnola.

Calle Alcalá (Madrid, 1860–1886). Album di vedute di Jean Laurent
Il ritratto sociale
La "fotografia di società": durante il periodo della Restaurazione si afferma un forte interesse per la rappresentazione della borghesia madrilena. Le famiglie più benestanti commissionano ritratti di gruppo nelle loro residenze dei quartieri di Salamanca e Chamberí, dove gli elementi dell'abbigliamento tradizionale si fondono armoniosamente con arredi e decorazioni dallo stile moderno.

Ballo in maschera nel Palazzo dei Duchi di Fernán Núñez (Madrid, 1862). Ángel Alonso Martínez Fotografi di rilievo:
Antonio García Paredes: il suo studio in calle Hortaleza è specializzato in ritratti di famiglia e persino di animali domestici.
Manuel Rodríguez: è tra i pionieri della carte de visite, il piccolo ritratto fotografico destinato allo scambio e alla diffusione in ambito sociale.
3. Madrid al cambio di secolo (1890–1910)
La fotografia come documento urbano
La modernizzazione della città: con l'avvio dei lavori della Gran Vía, iniziati nel 1904, si moltiplicano i reportage fotografici che documentano la demolizione degli edifici più antichi, l'installazione dell'illuminazione elettrica e la costruzione di nuovi palazzi in stile eclettico e modernista.

Inizio dei lavori di costruzione della Gran Vía (Madrid, 1910). La vita nelle strade: fotografi come Félix Robledo percorrono la Puerta del Sol e la Plaza de Oriente con le loro fotocamere a cassetta, immortalando la quotidianità della città: venditori ambulanti, passanti con l'ombrello, carrozze trainate da cavalli e le prime automobili.

Tram: veduta di Calle Alcalá (Madrid, 1900).
Fotogiornalismo
La stampa illustrata: settimanali come Blanco y Negro e La Esfera pubblicano incisioni fotomeccaniche e collaborano con fotoreporter che inviano lastre fotografiche realizzate durante cerimonie ufficiali, eventi militari e corride nell'arena di Las Ventas.

Documentazione sociale: parallelamente, la fotografia inizia a documentare anche le condizioni di povertà nei quartieri periferici di Prosperidad e Carabanchel, con immagini di baracche e persone indigenti impegnate a raccogliere legna per sopravvivere.
Le avanguardie e il pittorialismo (1910–1936)
Influenze europee
Il pittorialismo: anche Madrid aderisce al movimento pittorialista, che privilegia la ricerca della bellezza artistica rispetto alla semplice riproduzione della realtà. I fotografi sperimentano contorni sfumati, effetti di luce e una grana pronunciata per conferire alle immagini un carattere più pittorico.
Le istituzioni culturali: l'Asociación de Pintores y Escultores inserisce sezioni dedicate alla fotografia nelle proprie esposizioni, mentre la rivista Arte y Letras contribuisce a diffondere le nuove teorie estetiche.
Fotografi di riferimento
José Ortiz Echagüe: celebre per i suoi ritratti della Spagna tradizionale, viaggia spesso fuori Madrid, pur mantenendo il proprio studio in calle Clavel. Le sue fotografie dedicate alle ballerine di flamenco e ai paesaggi della Mancia gli valgono numerosi riconoscimenti internazionali.

Lagarteranas (1925), José Ortiz Echagüe. Collezione del Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía, Madrid. Concha Méndez: poetessa e fotografa amatoriale, documenta la vivace atmosfera della Residencia de Estudiantes, ritraendo figure come Federico García Lorca, Luis Buñuel e Salvador Dalí nella loro quotidianità.
Guerra civile e dopoguerra (1936–1950)
Il fotogiornalismo in tempo di guerra
Reporter al fronte: Diego Ramos e Agustí Centelles documentano la difesa di Madrid durante l'assedio della città. Le loro fotografie mostrano trincee, rifugiati ospitati nelle stazioni della metropolitana e i bombardamenti che colpiscono la Casa de Campo, offrendo una testimonianza diretta della drammaticità del conflitto.

Calle Toledo durante la Guerra Civile Spagnola (Madrid, 1936). La stampa di guerra: il fronte repubblicano pubblica il quotidiano Mañana, corredato da fotografie della vita nelle retrovie, mentre il fronte nazionalista incarica fotografi di realizzare immagini celebrative destinate alla propaganda delle truppe franchiste.
Il ritratto di una città devastata
La documentazione delle distruzioni: abitanti dei quartieri popolari e residenti di Lavapiés vengono ritratti davanti alle facciate degli edifici distrutti, una scena purtroppo comune anche nei quartieri di Argüelles e Universidad. Queste fotografie costituiscono una preziosa testimonianza delle profonde ferite lasciate dalla guerra sul tessuto urbano di Madrid.

I danni della Guerra Civile in Calle Preciados (Madrid, 1937). La ricostruzione parziale: alla fine degli anni Quaranta, le autorità franchiste promuovono campagne fotografiche destinate a mostrare la "rinascita" della capitale. Le immagini documentano i lavori di ricostruzione della Gran Vía e della Plaza de Toros de Las Ventas, contrapponendo i nuovi cantieri alle devastazioni lasciate dai bombardamenti.
6. La rinascita della fotografia artistica (1950–1970)
Nuove generazioni
Mariano Navarro: con la sua fotocamera da 35 mm documenta la vita quotidiana di Madrid, immortalando il Mercado de San Miguel, il Mercado de Maravillas, i tram cittadini, i caffè di calle del Pez e le tradizionali taverne del quartiere La Latina.
I circoli fotografici: il Club Fotográfico de Madrid, fondato nel 1952, organizza concorsi, incontri ed esposizioni presso la Casa de las Flores. Qui gli appassionati si scambiano tecniche di sviluppo e sperimentano nuovi filtri, forti contrasti ed effetti fotografici.
Fotografia sociale e di strada
Il ritratto della marginalità: cresce l'interesse per i quartieri periferici come Ciudad Lineal, Orcasitas e San Blas. Fotografi come Carlos Pérez raccontano la vita quotidiana attraverso immagini di ragazzi che giocano a calcio nei terreni incolti, lavandaie lungo il fiume Manzanarre e senzatetto nei pressi della stazione di Atocha.

Lavandaie lungo il fiume Manzanarre (Madrid). I monumenti con uno sguardo critico: negli anni Sessanta alcuni fotografi, tra cui Elena Parra, iniziano a documentare il progressivo degrado del patrimonio storico della capitale, immortalando il cattivo stato della facciata della chiesa di San Jerónimo el Real e le crepe che segnano il Palazzo Reale.
7. Transizione e modernità (1970–1990)
Democrazia e apertura culturale
La Movida madrilena: tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Ottanta, l'esplosione culturale della Movida trasforma quartieri come Malasaña e Chueca nel cuore pulsante della creatività. Giovani fotografi, tra cui Manuel Outumuro e Alberto García-Alix, documentano musicisti, artisti e protagonisti della vita notturna. Le fotocamere Leica e l'uso di pellicole ad alta sensibilità danno vita a uno stile intimo, spontaneo e ricco di grana.
La Madrid della Movida: passeggiate notturne lungo calle Fuencarral, ritratti nei locali storici come Rock-Ola, i primi graffiti e i loro autori diventano soggetti privilegiati di una nuova fotografia urbana. Molte di queste immagini vengono pubblicate su riviste alternative come La Luna de Madrid, diventando il simbolo visivo di un'epoca di profondo cambiamento.

Ritratto nel locale Rock-Ola, nel quartiere Prosperidad (Madrid, 1981). Miguel Trillo
Nuove istituzioni
Museo d'Arte Contemporanea: inaugurato nel 1975, inizia a inserire nella propria programmazione mostre dedicate alla fotografia contemporanea, contribuendo a dare una dimensione internazionale allo sguardo fotografico su Madrid.
Comunità di Madrid: con il processo di decentramento amministrativo, la nuova amministrazione promuove la creazione dell'Archivio Regionale dell'Immagine, destinato a raccogliere negativi, diapositive e stampe storiche provenienti da studi fotografici e fotografi indipendenti.
La fedeltà al bianco e nero
Uno stile senza tempo: nonostante la diffusione della fotografia a colori, molti autori continuano a preferire il bianco e nero come principale mezzo espressivo. Le ricche sfumature di grigio nelle cronache urbane di Matías Costa e i controluce dei caffè al tramonto nelle immagini di José Manuel Navia raccontano una città ancora sospesa tra passato e futuro.
Reportage sulla trasformazione urbana: numerosi servizi fotografici documentano la conversione delle antiche case di ringhiera e dei tradizionali cortili popolari in moderni edifici residenziali, testimoniando i primi segnali di gentrificazione in quartieri come Lavapiés.

La corrala nel quartiere di Lavapiés (Madrid, 1975). 8. Monumenti e luoghi simbolo
Puerta del Sol e Plaza Mayor
Simboli della città e del potere: dalle prime fotografie dal gusto pittoresco fino alle immagini dei festeggiamenti di Capodanno, Puerta del Sol e Plaza Mayor sono sempre state protagoniste della fotografia madrilena. Turisti immortalati agli angoli delle piazze, manifestazioni politiche, balli di Carnevale e il celebre monumento dell'Orso e del Corbezzolo fanno parte dell'immaginario visivo della capitale.
Gran Vía e il Quartiere dei Cinema
La "Broadway di Madrid": la Gran Vía compare nelle fotografie dei primi anni del Novecento con i suoi tram in legno; negli anni Trenta si illumina con le insegne al neon del cosiddetto Quartiere dei Cinema; negli anni Cinquanta i grandi cinematografi proiettano film western, mentre negli anni Ottanta la strada si riempie di giovani intenti ad acquistare dischi e a frequentare i negozi di moda, simbolo della nuova vitalità della città.

Gran Vía (Madrid, 1950). Fotografia in bianco e nero successivamente colorata.
Il Parco del Retiro e il Paseo del Prado
Il polmone verde della città: già a partire dagli anni Ottanta dell'Ottocento vengono realizzate fotografie dei visitatori riprese dalle barche che navigano sul Grande Stagno del Parco del Retiro. Nel corso del XX secolo, gli obiettivi documentano le celebri riunioni letterarie, le esposizioni temporanee ospitate nel Palazzo di Velázquez e persino il prato segnato dal passaggio di grandi manifestazioni popolari, come la Fiera del Libro.

La gente di Madrid: ritratti e tradizioni
Ritratti anonimi
La vita quotidiana: i mercati cittadini, come quelli di Antón Martín e Maravillas, appaiono animati da clienti e venditori; i bambini giocano a pallone nei vicoli di Lavapiés, mentre gli anziani conversano sulle panchine del Parco del Retiro. Queste scene, immortalate sia da fotografi professionisti sia da appassionati, raccontano i volti, i gesti e la quotidianità che hanno contribuito a definire l'identità di Madrid.
Feste e tradizioni
San Isidro: fin dai primi anni del Novecento, le immagini delle chulapas e dei chulapos nelle praterie lungo il fiume Manzanarre diventano un vero e proprio genere fotografico. Gli album di famiglia conservano fotografie di abiti a pois, lanterne colorate e delle caratteristiche attrazioni delle feste popolari, testimoniando una delle tradizioni più amate della capitale.

Pradera di San Isidro (Madrid, 15 maggio 1905). Carnevale e Natale: fotografie di sfilate in costume lungo calle Mayor, presepi viventi e famiglie riunite attorno alla tavola raccontano le tradizioni più sentite della città. Le cartoline illustrate con immagini ottocentesche di queste festività continuarono a essere spedite fino agli anni Cinquanta.
10. Tecniche e attrezzature: l'evoluzione della fotografia
Fotocamere e formati
Dalle lastre ai rullini: dalle lastre di vetro al collodio e ai dagherrotipi, passando per i rullini in nitrato di cellulosa della Kodak Brownie negli anni Venti, fino ad arrivare alle pellicole da 35 mm utilizzate con le fotocamere Leica e Nikon negli anni Sessanta. Ogni innovazione tecnica ampliò le possibilità creative, rendendo la fotografia sempre più pratica, discreta e dinamica.
Stampa e sviluppo: laboratori come Foto Estampa, fondato nel 1923, univano studio fotografico e camera oscura, realizzando stampe ai sali d'argento destinate sia ai fotografi professionisti sia alla clientela privata.
Stili e generi
Dal ritratto formale alla fotografia di strada: nel XIX secolo predominano composizioni rigorose, pose studiate e ricchi elementi scenografici. Nel XX secolo, soprattutto dopo la guerra, la fotografia si orienta verso la spontaneità, privilegiando la vitalità e il ritmo della vita quotidiana.
Il colore e la sperimentazione: sebbene il bianco e nero rimanga dominante fino agli anni Settanta, negli anni Ottanta alcuni fotografi iniziano a sperimentare con il colore utilizzando diapositive e pellicole C-41, introducendo filtri ed elaborazioni in camera oscura.
11. Eredità e collezioni fino al 1990
Archivi e musei
Archivio Regionale della Comunità di Madrid: conserva migliaia di negativi storici, fotografie di strada e album di famiglia donati da collezionisti e fotografi.
Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía: dalla fine degli anni Ottanta dedica ampio spazio alla fotografia contemporanea, organizzando importanti retrospettive sulla Movida madrilena e sulla documentazione fotografica della Guerra Civile Spagnola.
Pubblicazioni e studi
Monografie: Madrid en la mirada (1985) raccoglie alcuni dei reportage più significativi dedicati alla capitale, ripercorrendone la storia fotografica dalle origini fino alla Transizione democratica.
Ricerche accademiche: numerose tesi di dottorato dell'Universidad Complutense approfondiscono l'iconografia urbana, la standardizzazione delle vedute cittadine e il ruolo della fotografia nella costruzione della memoria collettiva.
È possibile continuare a scoprire fotografie storiche di Madrid consultando il blog:
La fotografia della città di Madrid, dai primi dagherrotipi ottocenteschi ai reportage a colori della fine degli anni Ottanta, rappresenta molto più di una semplice testimonianza visiva: è il racconto vivo dei cambiamenti politici, sociali e culturali che hanno plasmato la capitale spagnola. Attraverso gli obiettivi di ritrattisti, fotoreporter e fotografi amatoriali, possiamo riscoprire non solo i suoi monumenti e le sue strade, ma anche i volti, le tradizioni e la quotidianità dei suoi abitanti. Ogni immagine custodisce un frammento di storia che, preservato negli archivi e nelle collezioni, continua ancora oggi a ispirare nuove generazioni di fotografi e di appassionati di Madrid, offrendo uno sguardo prezioso sul passato e sul futuro della città.







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